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Battaglia di Azio

Con la battaglia di Azio del 31 a.C. culminarono definitivamente i conflitti interni al territorio romano che vedevano contrapposti l’Oriente e l’Occidente. Nel passo che segue, Virgilio ci offre una piena dimostrazione della propaganda messa in atto da Augusto per far screditare il rivale Antonio (che aveva addirittura sposato la regina d’Egitto Cleopatra) agli occhi del popolo romano e per far apparire come nemico pubblico quello che era solamente un proprio nemico privato, un ostacolo per il suo progetto politico. -In mezzo si potevano vedere le flotte armate di bronzo, la battaglia d’Azio, e per Marte schierato scorgevi ribollire tutto il Leucate, e d’oro rifulgere i flutti. Di qui Cesare Augusto che guida in battaglia gli Italici, coi padri e il popolo, i Penati e i grandi dei, ritto sull’alta poppa; a lui le tempie emettono due floride fiamme, sul capo si mostra la stella del padre. In un’altra parte, coi venti e gli dei favorevoli, Agrippa che guida in piedi la flotta; a lui, superba insegna di guerra, le tempie risplendono della corona navale rostrata. Di là con esercito barbarico e con armi diverse Antonio, vittorioso sui popoli dell’Aurora e del Mar Rosso, trascina con sé l’Egitto e le forze d’Oriente e la remota Battra; e lo segue, infamia!, la sposa egizia. [...] La regina nel mezzo chiama le schiere col patrio sistro: e ancora non si volge a guardare alle spalle la coppia di serpenti. E mostruose divinità d’ogni forma, e Anubi che latra, impugnano le armi contro Nettuno, contro Venere e Minerva.-

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Virgilio, (a cura di) L. Canali, "Eneide"; Milano; Oscar Classici; 2019

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