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I MESTIERI NELL’ANTICA ROMA

In un brano della sua opera “I doveri”, Cicerone suddivide secondo la tipica mentalità aristocratica romana, i principali mestieri della sua epoca in lavori ignobili oppure degni di un gentiluomo. I primi ad essere passati sotto esame sono coloro che riscuotono le imposte, ritenuti ignobili in quanto sono gravosi per la popolazione:

-A proposito dei mestieri e degli altri mezzi di sostentamento, quali siano da ritenere degni di un gentiluomo e quali debbano essere reputati spregevoli, questa è l’opinione che ci è stata generalmente tramandata. In primo luogo sono da riprovare quei guadagni che suscitano il malanimo della gente, come quelli degli esattori e degli usurai.-

Vengono poi analizzati tutti coloro che sono retribuiti in base allo sforzo che compiono nel loro mestiere (ignobili poiché in stato di semi-schiavitù):

-Sono indegni di un galantuomo e ignobili i redditi di tutti i salariati, che vengono pagati per la loro fatica, non per la loro abilità: in tali attività difatti la mercede è il prezzo della loro servitù.-

Infine, come ultima professione osservata, troviamo i rivenditori cosiddetti “al minuto” (ignobili poiché fraudolenti) e i commercianti (degni dell'ammirazione dell'aristocrazia solo se esercitano la propria professione su larga scala):

-Sono inoltre da considerare triviali coloro che acquistano dai mercanti per rivendere subito al minuto: essi difatti non guadagnano quasi niente se non ricorrono massicciamente alla menzogna; in verità non c’è azione più vergognosa della frode [...]. Il commercio, se è condotto su una piccola scala, è da reputare ignobile, ma, se è molto esteso e all’ingrosso e importa grandi quantità di merce da ogni parte del mondo, rifornendo moltissima gente senza dolo, non è affatto da biasimare. [...] esso sembra dover essere a buon diritto altamente lodato.-

__________ Cicerone, I doveri, I, 150-151 (riportato da Giovanni Geraci, Arnaldo Marcone. “Fonti per la storia romana” con la collaborazione di Alessandro Cristofori e Carla Salvaterra; seconda edizione; Mondadori Università; Milano; 2019).

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