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I ponti nell'antica Roma

I ponti, benché ad oggi ci appaiano come infrastrutture del tutto ordinarie, nella Roma antica erano delle vere e proprie eccellenze architettoniche, la cui costruzione andava a coinvolgere le più disparate sfere sociali: il costruttore di ponti era infatti il pontefice (pontifex), che con il tempo andò a rivestire anche importanti cariche religiose, entrando a far parte del più importante collegio sacerdotale presieduto dal pontefice massimo (pontifex maximus). Il primo ponte costruito nella città laziale fu il Sublicio, commissionato dal re Anco Marzio a valle dell’isola Tiberina, in un tratto utilizzato per guadare il fiume Tevere. Questa costruzione non era in muratura, bensì in legno (in latino, infatti, l’aggettivo sublicius significa proprio “posato su travi di legno”) e ad oggi non rimane alcun resto di questa antica opera completamente perduta. Nella cultura popolare, la struttura viene ricordata in relazione al mitico personaggio di Orazio Coclite. Secondo la leggenda questi, mentre gli Etruschi avanzavano contro Roma, decise di rimanere al centro del ponte e di affrontarli da solo, dopo aver ordinato ai suoi compagni, che si erano ritirati verso la città, di abbattere l’intero fabbricato per assicurare la salvezza della patria. Dopo essersi immolato per la sopravvivenza del suo popolo, l’eroe cadde nel fiume e, secondo Livio, riuscì a sopravvivere; al contrario Polibio afferma che, a causa del peso dell’armatura, morì affogato tra le acque del Tevere.

-Insieme con costoro egli sostenne per qualche tempo il primo pericoloso assalto e la maggior violenza della mischia; poi, quando ormai non rimaneva che un breve tratto del ponte, e quelli che lo stavano tagliando li incitavano a ripiegare, costrinse anche loro a mettersi in salvo. [...] egli restava ben piantato sul ponte continuando a difenderlo con la stessa fermezza [...] si gettò nel Tevere, e sotto una fitta pioggia di dardi nuotò incolume fino ai suoi, dopo aver osato un’impresa che presso i posteri avrebbe ottenuto più fama che credito.-

__________ Livio, a cura di C. Moreschini “Storia di Roma dalla sua fondazione”; vol. II, 10; Milano; BUR; 2019; p. 391-393.

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