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L’ARMAMENTO DEI PERSIANI

Nelle “Storie” di Erodoto viene lasciato molto spazio alla descrizione dei costumi di tutti quei popoli orientali che i greci chiamavano comunemente barbari. In guerra quest’ultimi avevano un armamento molto diverso da quello degli opliti ellenici e, proprio per questo motivo, viene analizzato in modo molto scrupoloso dall’autore:


-I Persiani [...] attorno alla testa portavano copricapi di feltro non rigidi chiamati tiare, vesti fornite di maniche e variopinte… [vi è una lacuna nel testo originale] dall’aspetto di una piastra di ferro simile a squame di pesce, attorno alle gambe brache, e scudi oblunghi di vimini intrecciati; sotto stavano le faretre; avevano corte lance, e grandi archi e frecce di canna, e inoltre pugnali che pendevano dalla cintura lungo il fianco destro.-


Oltre ai Persiani, molti altri sono i popoli di cui vengono passati sotto esame le vesti i metodi di battaglia; molto interessanti sono quelli degli Etiopi:


-Gli Etiopi vestiti di pelli di pantera e di leone avevano archi fatti di rami di palma [...]; per di più portavano lance e in cima c’era un corno di gazzella appuntito [...]. Andando in battaglia, del corpo metà lo spalmavano di gesso, l’altra metà di minio.-

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Erodoto, a cura di Augusta Izzo d'Accinni “Storie”; Tucidide, a cura di C. Moreschini “La Guerra del Peloponneso”; VII, 61 e 69; Milano; BUR; 2019; p. 673 e 676.

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