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La biblioteca di Alessandria

Voluta da Tolomeo I Sotere (367/6 a.C.-282 a.C.), la biblioteca di Alessandria fu sicuramente la più grande dell’antichità, essendo stata destinata a raccogliere tutto il sapere umano.

L'effettiva costruzione venne avviata solamente dopo la morte del sovrano in uno spazio nei pressi del Museo (un altro importantissimo centro culturale dell’epoca). La struttura rientrava nella nuova concezione del piano urbanistico, che vedeva al centro dei numerosi e stratificati quartieri i palazzi grandiosi della città come la reggia, i templi e gli edifici della cultura.

L’importanza culturale della biblioteca arrivò al suo apice nella prima metà del II secolo a.C, quando i sovrani egizi decisero di portare la propria politica anche su un piano culturale, favorendo così un grande aumento del numero dei volumi consultabili (secondo alcuni addirittura 700.000).

I Tolomei infatti imposero a tutti coloro che arrivavano nella città di depositare i lo

A seguito della direzione di Eratostene, i papiri contenuti iniziarono a riguardare i più svariati campi: da quello letterario a quello scientifico, offrendo anche importanti trattati di astrologia, medicina e geometria non più limitati a temi strettamente politico-religiosi (come accadeva invece in molte altre biblioteche del tempo). Fu grazie anche a questa innovazione che si ebbe l’affermarsi definitivo della scrittura, sempre più utilizzata dai moltissimi studiosi, filologi e copisti che consultavano questo enorme patrimonio di conoscenze. A dimostrazione del rilievo acquisito dalla biblioteca, dobbiamo ricordare che è proprio qua che settantadue esponenti della comunità ebraica di Alessandria, redassero la prima edizione in greco (all’epoca lingua veicolare nei territori medio-orientali) dell’Antico Testamento, fondamentale per la diffusione prima dell’ebraismo e poi del cristianesimo. Come ci si può immaginare, solo un grande regno in condizione di possedere risorse economiche, strutture amministrative e spazi adeguati poteva garantire la realizzazione e la gestione di un tale edificio. Anche la locazione certamente giovò allo sviluppo di questo progetto: in una metropoli come Alessandria c’era infatti un gigantesco flusso di uomini di diverse provenienze e di conseguenza un enorme fermento culturale.


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