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LE DONNE A SPARTA

A differenza che nel resto della Grecia, nella polis di Sparta è particolarmente rilevante ed innovatore il coinvolgimento delle donne nelle discipline inerenti all’attività fisica, in cui la loro considerazione era pari a quella maschile. Per gli spartani, infatti, lo scopo principale delle ragazze era quello di generare uomini robusti e valorosi per la battaglia e, proprio per questo motivo, venivano fatte allenare molto duramente, senza alcuna distinzione dagli uomini. Secondo quanto riporta Plutarco, fu Licurgo a favorire l’equità sociale in questo campo.


-Licurgo esercitò i corpi delle ragazze alla corsa, alla lotta, al lancio del disco e dei dardi, perché le creature concepite da esse più tardi si sviluppassero meglio, come radici affondate in un buon terreno, ed esse stesse, irrobustite fisicamente, sopportassero meglio le doglie del parto. Perciò, esclusa ogni mollezza e ogni voluttà, e vietati gli ozi all’ombra, le educò ad andare nelle processioni ignude e a cantare e a ballare in alcune solennità alla presenza dei giovani spettatori. [...] La nudità delle fanciulle non aveva niente di vergognoso, [...] e dava modo alle ragazze deboli per natura di partecipare con nobiltà di intendimenti alle gare comuni, sapendosi non escluse del tutto dall’amore per la gloria e il valore.-


A conferma di quanto scritto da Plutarco, riportiamo anche una citazione tratta da Senofonte, il quale dice:


-[...] secondo gli altri Greci le giovanette se ne devono stare tranquille in disparte a lavorare la lana. Ma se le si alleva in questa maniera, come è poi possibile aspettarsi che mettano al mondo bimbi sani e grossi? Dal canto suo Licurgo [...] era convinto che compito primo delle donne libere fosse la procreazione di prole: così prescrisse in primo luogo esercizi fisici alle femmine non meno che ai maschi. In seguito istituì competizioni di corsa e di lotta, certo che da genitori entrambi robusti sarebbe nata una prole ancor più vigorosa.-

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Plutarco, Vita di Licurgo, 14, 2; Senofonte, Costituzione degli Spartani, 1, 3-4 (riportati da Giovanna Daverio Rocchi. “Il mondo dei greci”; seconda edizione; Pearson; Milano-Torino; 2020).


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