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Origine della parola "Italia"

A partire dal V secolo a.C. il termine “Italia” indicava soltanto la regione che comprendeva la Calabria e che arrivava, limitatamente alla zona costiera, fino al confine tra Basilicata e Puglia. Pur essendoci molte teorie, Dionigi di Alicarnasso ne individua due principali etimologie: la prima afferma che il nome derivi direttamente da Italo, un re dell’area meridionale della penisola che avrebbe assoggettato numerose genti chiamandole con il suo nome. La seconda leggenda si basa su una teoria proposta da Ellanico di Lesbo, il quale dichiara che “Italia” provenga da “Vitulia”, ovvero il territorio attraversato da un vitulus -un vitello- appartenente alla mandria di Eracle. Sebbene ci troviamo solamente di fronte ad uno dei tanti miti eponomi, questa tesi riscontra una certa attendibilità dal punto di vista linguistico: con l’arrivo della lingua greca nella penisola, si passò da Vitulus a Ithalòs, in quanto la lettera “V” (digamma) in greco classico era già quasi totalmente scomparsa. -Con l’andar del tempo la penisola assunse invece il nome di Italia dal nome di Italo, un sovrano. [...] Come egli divenne padrone dell’Italia e si trovò ad avere molti sudditi, subito fu preso dalla brama di conquistare le popolazioni vicine e di assoggettare molte città. [...] Ellanico di Lesbo diversamente afferma che, [...] un vitello balzò via dalla mandria e, fuggendo, attraversò sia la penisola, sia, a nuoto, lo stretto di mare e giunse in Sicilia [...] ma quella popolazione, poco pratica del greco, per indicare quel tipo di animale nel proprio linguaggio, lo chiamava vitulus, come nel linguaggio odierno, così, da quell’animale prese il nome Vitulia tutta quanta la regione attraversata dal vitello in fuga.

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Dionigi di Alicarnasso, a cura di F. Cantarelli "Storia di Roma arcaica"; Milano; Rusconi; 1984; pp. 69-70

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